
La R5 e la Super 5 condividono un nome, un costruttore e una silhouette familiare, ma appartengono a due generazioni tecniche distinte. La loro confusione persiste perché Renault ha volutamente mantenuto la filiazione stilistica al momento del lancio della Super 5 nel 1984. Qui di seguito dettagliamo le differenze concrete di piattaforma, meccanica e utilizzo che separano questi due modelli.
Piattaforma e architettura del telaio: R5 su base R4, Super 5 su piattaforma dedicata
La R5 si basa sulla piattaforma meccanica della R4, con un pianale a longheroni e una sospensione posteriore a barre di torsione longitudinali. Questa architettura, pensata per la semplicità e il costo, impone un comportamento stradale tipico: asse posteriore morbido ma impreciso in appoggio. Le quattro ruote indipendenti utilizzano uno schema minimalista ereditato dal decennio precedente.
La Super 5 inaugura la piattaforma X40, condivisa poi con la Clio I. Qui si passa da un telaio derivato da veicoli utilitari a una concezione automobilistica moderna, con una rigidità torsionale nettamente superiore. L’asse posteriore a trave deformabile sostituisce le barre di torsione longitudinali, modificando radicalmente il comportamento in curva e la stabilità ad alta velocità.
Questo cambiamento di piattaforma è il punto di svolta fondamentale. Tutto il resto, motorizzazioni, abitabilità, dotazioni, ne deriva. Un confronto tra la R5 e la Super 5 mette in evidenza questa rottura generazionale che la somiglianza visiva tende a mascherare.

Motorizzazioni R5 e Super 5: dal Cléon-Fonte al blocco Energy
La R5 di prima generazione monta motori Cléon-Fonte con albero a camme laterale. Il blocco di base ha una cilindrata di 782 cm³ per una potenza reale di 36 CV SAE. Il cambio ha solo quattro rapporti, con un comando al cruscotto, soluzione comune negli anni ’70 ma completamente abbandonata in seguito.
La Super 5 adotta i motori Cléon-Alu e poi Energy, con albero a camme in testa. La differenza di rendimento è notevole: a cilindrata comparabile, la coppia disponibile a basso regime aumenta, il consumo diminuisce e la velocità massima aumenta. Il comando del cambio passa al pianale, con cinque rapporti sulla maggior parte delle versioni.
Il caso delle versioni sportive
Sulla R5, la versione Alpine e poi Alpine Turbo introduce il motore Cléon-Fonte sovralimentato, un’innesto audace su un blocco datato. La R5 Turbo (e Turbo 2) va oltre con un motore in posizione centrale posteriore, un’architettura senza alcun rapporto con la R5 di serie.
La Super 5 GT Turbo riceve il blocco C1J sovralimentato, sempre in posizione anteriore. Il suo rapporto peso/potenza e la facilità di preparazione ne hanno fatto un riferimento nei rally amatoriali. Il GT Turbo rimane la versione più ricercata sul mercato delle auto d’epoca, con quotazioni che sono fortemente aumentate negli ultimi anni.
Differenze di carrozzeria e abitacolo tra R5 e Super 5
A prima vista, la Super 5 assomiglia a una R5 restyling. Il design di Marcello Gandini (per la R5 fase 2) e quello della Supercinq (firmato Giugiaro tramite Italdesign) condividono proporzioni simili, ma la costruzione differisce su diversi punti concreti:
- La R5 fase 1 esiste solo in tre porte. La versione a cinque porte arriva a metà carriera e mantiene un portellone stretto. La Super 5 offre entrambe le configurazioni fin dal lancio, con un portellone più ampio e un’apertura del bagagliaio più sfruttabile.
- Il parabrezza della Super 5 è più inclinato, il che migliora il Cx e riduce i rumori aerodinamici. Il coefficiente di resistenza diminuisce sensibilmente rispetto alla R5, con un effetto diretto sul consumo a velocità costante.
- L’abitacolo della Super 5 guadagna in larghezza ai gomiti e in volume del bagagliaio. Il cruscotto adotta un design orizzontale più convenzionale, mentre la R5 presentava una plancia molto tipica degli anni ’70.

R5 E-Tech elettrica: il terzo atto del nome
Il nome R5 è tornato nel 2024 sotto forma di Renault 5 E-Tech, un veicolo elettrico senza legami tecnici con i due modelli storici. La R5 E-Tech integra il bidirezionale V2L/V2G fin dalla progettazione, con un caricatore AC bidirezionale da 11 kW su alcune versioni. Questa funzionalità consente al veicolo di restituire energia alla rete o a un’abitazione.
Il dispiegamento del V2G ha raggiunto un traguardo concreto nel 2026 con una messa in servizio commerciale presso privati nei Paesi Bassi, tramite una partnership Renault/We Drive Solar/Hegg Energy. Non siamo più nella promessa di marketing: gli utenti caricano di notte durante le ore di bassa richiesta e restituiscono durante il giorno.
La compatibilità bidirezionale varia a seconda della versione esatta della R5 E-Tech (motorizzazione, capacità della batteria). L’offerta non può più essere trattata come un blocco omogeneo: è necessario verificare la scheda tecnica di ogni configurazione prima dell’acquisto. La R5 E-Tech ha inoltre ottenuto una valutazione Euro NCAP di quattro stelle, un aspetto di sicurezza che la nostalgia del confronto R5/Super 5 tende a oscurare.
Identificazione rapida: R5 o Super 5 sul campo
Per gli acquirenti di auto d’epoca o in scambio, la confusione rimane frequente. Ecco i punti di riferimento affidabili:
- La targa del costruttore (lato destro del vano motore sulla R5, lato sinistro sulla Super 5) indica il tipo di omologazione. Le R5 portano un tipo che inizia con R12xx, le Super 5 con C40x.
- Il comando del cambio al cruscotto è esclusivo della R5. Sulla Super 5, la leva è sempre al pianale.
- I fanali posteriori della R5 fase 1 sono verticali e stretti. Quelli della Super 5 sono orizzontali, integrati nel fascione del portellone.
- Il numero di rapporti del cambio (quattro sulla maggior parte delle R5 di base, cinque sulla quasi totalità delle Super 5) costituisce un indice meccanico immediato.
La R5 e la Super 5 incarnano due epoche industriali di Renault, separate da un salto di piattaforma, di motorizzazione e di progettazione. Confondere le due significa ignorare un decennio di progresso tecnico. Con il ritorno del nome in forma elettrica, la filiazione si gioca ora su tre generazioni, ciascuna ancorata alle esigenze e alle tecnologie del proprio tempo.