Come l’omeopatia e l’isoterapia possono attenuare gli effetti del vaccino Covid

Sin dall’inizio della campagna di vaccinazione contro il Covid-19, una parte dei pazienti vaccinati riporta effetti indesiderati lievi ma scomodi: affaticamento, febbre, dolori nel punto di iniezione, sindrome pseudo-influenzale. Di fronte a questi disagi, alcuni si rivolgono all’omeopatia o all’isoterapia per cercare di attenuarli. Queste pratiche, che rientrano nella medicina complementare, suscitano un interesse crescente, ma anche legittime interrogazioni sulla loro base scientifica e sul loro posto nel percorso di cura.

Isoterapia post-vaccinale: un principio distinto dall’omeopatia classica

L’isoterapia si basa su un principio che molti confondono con l’omeopatia tradizionale. La differenza risiede nella fonte della preparazione. Nell’omeopatia classica, il rimedio è fabbricato a partire da una sostanza scelta secondo la legge di similitudine (un composto che, in una persona sana, provocherebbe sintomi simili a quelli da trattare).

Nell’isoterapia, la preparazione è elaborata a partire dall’agente causale stesso, qui il vaccino o uno dei suoi componenti, diluito e dinamizzato secondo il procedimento omeopatico. L’idea è di presentare al sistema immunitario un’informazione ultra-diluita della sostanza a cui l’organismo ha reagito.

Farmacie specializzate in omeopatia offrono diluizioni isoterapiche a partire dal vaccino Covid. Queste preparazioni sono realizzate su prescrizione, il più delle volte in diluizioni crescenti (9 CH, 15 CH, 30 CH). Un articolo che dettaglia l’omeopatia e l’isoterapia prima del vaccino Covid su Else Revue descrive i protocolli utilizzati nella pratica comune da alcuni prescrittori.

Questo approccio non è stato oggetto di studi clinici randomizzati pubblicati in riviste con revisione paritaria sulla vaccinazione Covid specificamente. I resoconti sul campo divergono su questo punto: alcuni professionisti segnalano una diminuzione soggettiva degli effetti post-vaccinali nei loro pazienti, mentre le autorità sanitarie non riconoscono questa efficacia.

Consultazione in naturopatia sull'isoterapia per attenuare gli effetti del vaccino Covid

Protocolli omeopatici proposti attorno al vaccino Covid

Circolano diversi protocolli nella sfera omeopatica francofona. Il CEDH (Centro di insegnamento e sviluppo dell’omeopatia) ha pubblicato raccomandazioni destinate ai professionisti della salute formati. Questi protocolli distinguono generalmente tre fasi: prima dell’iniezione, il giorno stesso e nei giorni successivi.

Rimedi frequentemente citati nei protocolli

  • Thuya occidentalis, utilizzato in modo tradizionale in omeopatia per accompagnare le conseguenze vaccinali, indipendentemente dalla natura del vaccino
  • Silicea, prescritto nei casi in cui l’affaticamento post-vaccinale persiste oltre alcuni giorni
  • Arnica montana, proposta per i dolori locali nel punto di iniezione e le dolenzie generalizzate
  • Gelsemium, considerato quando la sindrome pseudo-influenzale (brividi, sensazione di pesantezza, mal di testa) predomina

Questi rimedi sono disponibili in farmacia senza prescrizione, in granuli o in dosi. La diluizione e il dosaggio variano a seconda delle fonti, il che rende difficile qualsiasi confronto rigoroso tra i protocolli.

Nessuno di questi rimedi ha un’autorizzazione all’immissione in commercio per l’indicazione “effetti secondari del vaccino Covid”. Il loro uso in questo contesto si basa su un’estrapolazione dall’omeopatia vaccinale generale, praticata molto prima della pandemia.

Effetti indesiderati del vaccino Covid: cosa dice la farmacovigilanza francese

Per contestualizzare la discussione, è importante ricordare cosa la farmacovigilanza registra come effetti post-vaccinali comuni. L’ANSM (Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali) ha pubblicato rapporti regolari durante la campagna vaccinale. Gli effetti più frequentemente dichiarati erano lievi e transitori.

  • Dolore e rossore nel punto di iniezione, che si verificano nelle ore successive all’amministrazione
  • Febbre moderata e affaticamento, generalmente risolutivi in uno a tre giorni
  • Mal di testa e mialgie, a volte accompagnate da brividi

La raccomandazione medica standard per questi sintomi rimane il paracetamolo. Le autorità sanitarie non hanno integrato alcun approccio complementare nelle loro raccomandazioni ufficiali post-vaccinazione.

La farmacovigilanza francese impone inoltre la dichiarazione di qualsiasi effetto indesiderato sospetto, anche da parte degli stessi pazienti, tramite un portale online accessibile dal 2017. Questa dichiarazione riguarda anche le situazioni in cui un paziente utilizza simultaneamente un trattamento omeopatico e avverte (o meno) un miglioramento, poiché le interazioni potenziali rimangono poco documentate.

Assenza di prove e limiti scientifici dell’omeopatia vaccinale

La questione di fondo è quella della prova. I dati disponibili non consentono di concludere a un’efficacia specifica dell’omeopatia o dell’isoterapia sugli effetti secondari del vaccino Covid. Diversi organismi di riferimento si sono espressi su questo tema in un contesto più ampio.

La HAS, il NHMRC australiano e altre agenzie convergono sull’assenza di efficacia clinica dimostrata dell’omeopatia oltre l’effetto placebo. Questa posizione ha infatti portato al non rimborso dei medicinali omeopatici in Francia, in vigore da gennaio 2021.

I sostenitori dell’omeopatia obiettano che le metodologie classiche (studi randomizzati in doppio cieco) non sono adatte a una disciplina che individualizza il trattamento. È un dibattito epistemologico antico che supera il contesto della sola vaccinazione Covid.

D’altra parte, l’effetto placebo stesso non è trascurabile. Pazienti che assumono un trattamento omeopatico convinti della sua efficacia possono avvertire un reale sollievo soggettivo. Questo fenomeno, ben documentato in medicina, pone una questione pratica: è opportuno scoraggiare una pratica innocua che procura un comfort percepito, anche senza un meccanismo farmacologico identificato?

Uomo che prende granuli omeopatici a casa per alleviare gli effetti post-vaccin Covid

Omeopatia e vaccinazione Covid: precauzioni per i pazienti

Che si scelga o meno di ricorrere all’omeopatia dopo un vaccino Covid, alcuni punti meritano attenzione. L’omeopatia non deve sostituire un follow-up medico in caso di effetto indesiderato grave o persistente. I segnali di allerta (difficoltà respiratorie, dolori toracici, reazione allergica grave) richiedono un intervento medico immediato.

L’isoterapia su prescrizione implica una consultazione preliminare con un professionista della salute formato. Le diluizioni sono preparate in farmacia specializzata e non si trovano in libero servizio. Questo passaggio costituisce un filtro, ma non garantisce l’efficacia del trattamento prescritto.

I complementi alimentari e i prodotti naturali presentati come protettivi nei confronti del Covid o dei suoi vaccini non hanno nemmeno una base probante sufficiente per essere raccomandati. Il NIH (National Institutes of Health) ha concluso che i dati erano insufficienti per raccomandare la maggior parte di questi prodotti.

La prudenza rimane d’obbligo per chiunque desideri combinare omeopatia e vaccinazione. Informare il proprio medico curante su tutti i trattamenti assunti, compresi quelli omeopatici, consente di garantire una gestione coerente e di evitare qualsiasi confusione in caso di dichiarazione di farmacovigilanza.

Come l’omeopatia e l’isoterapia possono attenuare gli effetti del vaccino Covid